Rimanendo in tema di Rio+20, oggi vi proponiamo il post di Savio Carvalho, direttore della campagna “Io pretendo dignità” del nostro Segretariato internazionale, scritto ieri direttamente dal Summit di Rio de Janeiro.
Il suo account su Twitter è: @SavioConnects
Buona lettura!
Al termine di una delle sessioni negoziali al Summit Rio+20 sullo sviluppo sostenibile, in pochi minuti sono stati depennati i riferimenti alla “libertà di espressione e associazione” dalla bozza di documento finale.
Mi ha scioccato vedere le resistenze minime, se non nulle, da parte degli altri negoziatori in quello che sembra un compromesso ottenuto nelle più grandi battaglie combattute in questi colloqui spesso a porte chiuse. È stato come se i diritti umani fossero stati, ancora una volta, relegati a elemento da contrattare nelle trattative per il testo finale.
Il tema del summit – “il futuro che vogliamo” – dovrebbe realizzare gli obiettivi stabiliti qui, a Rio, 20 anni fa. Allora, i leader mondiali accettarono di lavorare per salvare il pianeta, assicurare un ambiente salutare e sostenibile per tutti. Oggi, piuttosto di costruire a partire da queste solide basi, la sfida è proteggere queste fondamenta dalla distruzione.