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"A 964 persone piace questo elemento... e a te?"

Ambiente

Pubblicato il 04/03/2013
da Laura R.,
 
Dopo che la Corte interamericana dei diritti umani ha stabilito, il 25 luglio 2012, la responsabilità dell'Ecuador per aver violato il diritto della comunità sarayaku a essere consultata, questi hanno avviato una nuova campagna affinché il governo attui la sentenza in modo completo e tempestivo.
 
Tra le azioni da intraprendere c’è anche quella più urgente di rimuovere le 1,4 tonnellate di esplosivo sepolte nel sottosuolo. La battaglia che queste 1200 persone portano avanti da oltre 10 anni sfidando il potere del governo e quello di una compagnia petrolifera argentina, è fondamentale per salvare le loro tradizioni e la foresta pluviale in cui abitano. 
Pubblicato il 04/02/2013
da Laura R.,

Il 30 gennaio un tribunale distrettuale olandese dell'Aia si è pronunciato sulla responsabilità della Royal Dutch Shell per l'inquinamento prodotto dalla sua sussidiaria la Shell Petroleum Development Company (SPDC) nel delta del fiume Niger, in Nigeria. La causa contro la Shell era stata intentata nell’ottobre dello scorso anno da quattro contadini nigeriani originari dell'Ogoniland, supportati dall'associazione ambientalista Friends of the Hearth International con l’accusa di aver inquinato campi coltivati e corsi d'acqua dei villaggi di Goi, Oruma e Ikot Ada Udo fra il 2004 e il 2007. 

Solo un ricorrente su quattro ha vinto e otterrà un risarcimento da parte dell’azienda. Una buona notizia perché per la prima volta nella storia, una vittima degli abusi della Shell in Nigeria è riuscita ad aggirare tutti gli ostacoli per avvicinarsi a qualcosa che somiglia alla giustizia. Eppure di strada ce n’è ancora tanta da fare, leggiamo una valutazione della sentenza – riportata integralmente - della nostra collega Audrey Gaughran, direttrice del Programma Africa di Amnesty International.

Pubblicato il 19/12/2012
da Laura R.,

Amnesty International e l’Ong nigeriana Serap hanno accolto positivamente la rivoluzionaria sentenza emessa il 16 dicembre da sei giudici della Corte di giustizia della Comunità economica degli stati dell'Africa occidentale (Ecowas). Si tratta di un momento importante perché per la prima volta un governo e delle aziende sono chiamate a rendere conto dell’inquinamento.

Nel caso Serap versus Nigeria (iniziato nel 2009), la Corte ha giudicato all'unanimità il governo nigeriano responsabile per gli abusi commessi da parte delle aziende petrolifere e chiarisce che il governo è tenuto a chiedere conto alle aziende del loro operato. 

Pubblicato il 13/12/2012
da Laura R.,

Il nuovo rapporto indipendente dell'Università di Essex, intitolato “Corporate liability in a new setting: Shell and the changing legal landscape for the multinational oil industry”, pubblicato il 10 dicembre, richiama l'attenzione sulle numerose responsabilità legali che la Shell ha maturato negli ultimi decenni a causa dello spaventoso impatto che le sue attività hanno avuto nel Delta del Niger. E per Amnesty International è sempre più vicino il giorno in cui l’azienda verrà legalmente perseguita.

Pubblicato il 08/02/2012
da Laura R.,

Nel Delta del Niger si è verificato l’ennesimo disastro ambientale e questa volta a doverne rendere contro è la Chevron. Il 16 gennaio scorso un incendio è scoppiato sulla piattaforma petrolifera offshore K.S. Endeavor, di proprietà della Fode Drilling Nigeria Limited, controllata della Chevron Corporation, a 10 chilometri al largo delle coste nigeriane.

La Coalizione nazionale sul gas flaring e le fuoriuscite di petrolio nel Delta del Niger (Nacgond), composta da diverse associazioni locali tra cui il Movimento per la sopravvivenza del popolo Ogoni (Mosop) e dal Centro per l’ambiente, i diritti umani e lo sviluppo (Cehrd), che conosciamo bene, hanno chiesto alla Chevron e al governo nigeriano di rispondere del disastro.

Pubblicato il 05/01/2012
da Virginia,

Ieri, mercoledì 4 gennaio, la corte d’appello della città di Lago Agrio, nella provincia di Sucumbios in Ecuador, ha confermato la sentenza che aveva condannato la Chevron per disastro ecologico e danni alla salute delle parti lese. Lo scorso febbraio il tribunale aveva ordinato alla Chevron di pagare 8 miliardi e mezzo, ma nella sentenza d’appello l'importo è raddoppiato anche perché la Chevron si è sempre rifiutata di scusarsi pubblicamente, come richiesto dalla sentenza.

Texaco, attualmente di proprietà della Chevron Corporation, ha cominciato le ispezioni petrolifere in Ecuador nel 1964. Per oltre 30 anni, ha contaminato i terreni, le falde acquifere e le foreste con rifiuti tossici derivanti dalle estrazioni petrolifere, causando gravi problemi di salute che hanno portato alla morte di numerosi residenti.