Attualmente in Indonesia circa 2 milioni e 600mila lavoratori domestici sono privi della tutela legale garantita dalla Legge 2003 sul lavoro. Questo significa che a 2 milioni e 600mila persone, molte delle quali donne e ragazze, non sono riconosciuti gli stessi diritti degli altri lavoratori né le stesse misure di protezione; per loro potrebbe non esistere ragionevoli limitazioni alla durata della giornata lavorativa e potrebbero non essere mai applicate le norme in materia di remunerazione, riposo e ferie.
Di conseguenza molte donne e ragazze lavoratrici domestiche vivono e lavorano in condizioni di sfruttamento economico, povertà e subiscono discriminazione di genere. Spesso sono vittime di violenza fisica, psicologica e sessuale sul posto di lavoro. A molte di loro sono negati i diritti sessuali e riproduttivi, perché non possono accedere ai servizi e alle informazioni sulla pianificazione familiare, sui contraccettivi e sulla prevenzione dell’Hiv/Aids e altre infezioni sessualmente trasmissibili.