Da ieri a New York il tempo ha un altro ritmo, quello scandito dal numero di donne morte per complicazioni legate alla gravidanza e al parto: una ogni 90 secondi, in base alle statistiche diffuse dall’Onu la scorsa settimana, oltre 1000 nelle ultime 26 ore, da quando l’orologio posizionato da Amnesty International a Times Square ha iniziato a fare il conto di questa evitabile tragedia.
È tutt’altro il ritmo dei progressi verso il raggiungimento dell’Osm 5, che prevede la riduzione di tre quarti della mortalità materna entro il 2015. Come sottolineato da Juliette Compaoré (nella foto), fondatrice di Asmade, un’organizzazione che si occupa di sensibilizzare i giovani sulle tematiche sessuali in Burkina Faso, “all’attuale tasso, l’obiettivo di garantire l’assistenza medica di qualità durante il parto potrà essere raggiunto solo nel 2045”. In questo paese, in media 2000 donne muoiono per complicazioni legate al parto e alla gravidanza, nonostante il governo abbia sviluppato ambiziose strategie, che hanno portato a una riduzione del tasso di mortalità materna in alcune aree.