Il 25 novembre 2009, circa 250 persone appartenenti alla comunità nativa guarani- kaiowa di Kurussú Ambá, rioccuparono una piccola parte della loro terra ancestrale sui terreni agricoli del fiume Rio Verde nel comune brasiliano di Coronel Sapucaia. Fino a questo momento, avevano vissuto per quattro anni ai bordi dell’autostrada MS-289.
Dal 10 marzo, quando un giudice locale ha emesso un ordine di sgombero, rischiano di dover abbandonare questo territorio e di essere costretti a tornare a vivere lungo l’autostrada.
Come loro, tanti altri nativi in Brasile, non possono vivere sulle terre abitate dai loro avi e ritenute sacre o strettamente legate alla loro identità. In particolare nello stato del Mato Grosso do Sul, i 40.000 guarani- kaiowa, discendenti dei nativi che un tempo occupavano 350.000 chilometri quadrati di foreste e pianure, dopo aver lasciato le sovraffollate riserve , vivono ammassati in anguste strette, vicine alle loro terre ancestrali, circondati da agricoltori, allevatori di bestiame e vaste piantagioni di canna da zucchero e soia.