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Acqua

Pubblicato il 30/07/2010
da Virginia
in Acqua, News

Il 28 luglio 2010, l’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha adottato, con 122 voti a favore 41 contrari e nessuna astensione, una risoluzione presentata dalla Bolivia che riconosce il diritto all’acqua e il diritto ai servizi igienico-sanitari.

La risoluzione ha preso spunto dalla considerazione che 884 milioni di persone nel mondo non hanno accesso all'acqua potabile e che 2 miliardi e 600 milioni non accedono ai servizi igienico-sanitari.

Fatto questo primo passo, gli stati devono adesso sostenere i diritti all’acqua e a servizi igienico-sanitari, perché quando questi vengono negati, o soddisfatti solo in parte, ne risente tutta un’altra serie di diritti umani.

Pubblicato il 14/04/2010
da Virginia

Per una strana coincidenza il destino dei sopravvissuti al disastro di Bhopal sembra essere sempre legato a marce, corse e in generale a eventi in cui le persone scendono in strada per chiedere qualcosa.

Così, a più riprese, i sopravvissuti e gli abitanti di Bhopal hanno percorso circa 800 km fino a Delhi per pretendere la bonifica del loro territorio, difendere e vedersi riconosciuto il diritto alla salute, a vivere in un ambiente salubre, a essere risarciti per i danni provocati dalla fuoriuscita di sostanze tossiche dall’impianto dell’Union Carbide, per chiedere giustizia per le 25.000 vittime di questo immenso disastro.

Domenica 18 aprile, in circa 190 città del mondo, si terrà la "Dow Live Earth Run for Water" una corsa di 6 km per “dare vita a un enorme movimento globale allo scopo di risolvere la crisi dell’acqua”.

Pubblicato il 22/03/2010
da alezln

“Nel mondo esistono le risorse e le competenze per garantire a ognuno il livello minimo di acqua necessaria per una vita dignitosa”.
(Segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki Moon)

Anche oggi, Giornata mondiale dell’acqua, 4900 bambini al di sotto di cinque anni moriranno per malattie infettive dovute all’assenza o alla cattiva qualità dell’acqua potabile e delle condizioni igieniche. Ogni anno in tutto il mondo cinque milioni di persone perdono la vita per malattie legate alla mancanza di acqua.

L’acqua è un diritto umano, e ogni persona, in qualsiasi parte del mondo viva o si trovi deve poter accedere a una quantità di acqua sufficiente, sicura, accettabile, fisicamente ed economicamente accessibile per gli usi domestici e personali. Un sufficiente apporto di acqua pulita, insieme a condizioni igieniche adeguate, sono condizioni imprescindibili per realizzare il diritto alla salute e al cibo.
 

Pubblicato il 29/10/2009
da Virginia

Perché non chiedere a chi da tempo si batte per la giustizia a Bhopal come mai la Union Carbide prima e la Dow Chemical Company poi, ancora non sono state chiamate a rispondere del loro operato? Perché non chiedere a chi a Bhopal ci è tornato dopo aver collaborato per la Dow, cosa si prova a lavorare per una compagnia che guarda solo al profitto? Come si sono svolte le marce di 800 km da Bhopal a Delhi? E come erano gli orfanotrofi destinati ai sopravvissuti? Come lavora la clinica Sambhavna?

Queste e altre le domande che potremmo fare a Sathyu, Rachna, Safreen, Amir e Sanjay.
Scopri come…

Pubblicato il 28/10/2009
da Virginia

Sathyu Sarangi, Rachna Dhingra, Safreen e Amir Khan, Sanjay Verma, Becky Moss e Liz Campbell: queste le sette persone che compongono la delegazione del Bhopal bus tour e che dal 2 al 6 novembre faranno tappa in Italia.

Sathyu ha 55 anni e dal disastro si è sempre attivato, fondando, tra l’altro, il Gruppo d’informazione e azione su Bhopal, partecipando nel 1989 al tour della campagna per Bhopal in Usa, Regno Unito, Irlanda e Olanda. È amministratore della clinica Sambhavna, l’unica a fornire cure mediche gratuite ai sopravvissuti al disastro. Ha scritto diversi libri e partecipato a numerosissime conferenze.

Insieme a Sathyu, ci sono i fratelli Khan…

Pubblicato il 27/10/2009
da Virginia

L’acqua è vita. Senza acqua non possiamo vivere, né noi, né i nostri animali né le piante. Prima avevamo dell’acqua ma da quando l’esercito ha distrutto ogni cosa, dobbiamo portarla da lontano e questo è molto difficile e dispendioso. Ci complicano la vita”.

Fatima al Nawajah, vive del villaggio di Susya, dove cisterne di acqua e decine di abitazioni sono state demolite dall’esercito israeliano nel 1999 e nel 2001.

Quanto accaduto a Susya non è un caso isolato. In un rapporto pubblicato oggi, abbiamo denunciato come le politiche discriminatorie messe in atto da Israele limitino l’accesso all’acqua e impediscano lo sviluppo di infrastrutture idriche nei Territori palestinesi occupati.