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Ambiente

Pubblicato il 05/07/2010
da Virginia

Qualche giorno fa, il 2 luglio, la speranza per i dongria kongh di non vedere sventrata la loro collina sacra per fare posto alla miniera di bauxite della Vedanta ha segnato un passo avanti.
Infatti il ministro dell’Ambiente e delle foreste indiano ha dichiarato che sta per inviare una nuova squadra di esperti per indagare sulla miniera progettata dalla Vedanta prima di decidere se accordare o meno l’autorizzazione al progetto.
Questo team, che dovrà riferire entro il 28 luglio quando a Londra si terrà l’assemblea degli azionisti della compagnia britannica, deve valutare il potenziale “impatto della miniera sui mezzi di sostentamento, la cultura e il benessere materiale dei dongria kondh” nonché quello sulla natura e la biodiversità delle aree vicine.

Pubblicato il 17/03/2010
da Virginia

“(Lo) sconvolgimento dell’ambiente naturale e dello stile di vita… potrebbe portare alla distruzione dei dongria kondh in quanto popolo”. Ancora un allarme sul destino di questa comunità adivasi (popolazione nativa indiana) e questa volta non è il nostro rapporto a richiamare l’attenzione su un rischio troppo concreto e grave per essere ignorato, ma una Commissione di esperti del governo indiano che ha reso note le conclusioni di un’indagine il 12 marzo.

Il dossier della Commissione, che ha visitato le colline di Niyamgiri, dimora dei dongria kondh e sulle cui cime la Vedanta progetta di aprire un’enorme miniera a cielo aperto, denuncia che la popolazione non è stata informata è stato attivato un processo per garantire i suoi diritti, come riconosciuti dal Forest Rights Act indiano.

Pubblicato il 04/12/2009
da Virginia

Dal 7 al 18 dicembre prossimo, a Copenhagen si terrà uno dei vertici più significativi della storia dell’umanità: la Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici.

Nella capitale danese arriveranno funzionari di governo, consiglieri di 192 paesi, rappresentanti della società civile e giornalisti, ma mancheranno tutte quelle persone già colpite dai cambiamenti climatici: non saranno presenti i morti e gli sfollati a causa di una siccità o di una diminuzione dei raccolti; non ci saranno i poveri, che si trovano oggi a pagare le conseguenze di un problema causato in larga misura dalle emissioni dei paesi ricchi.

In altre parole a Copenhagen non ci sarà quella parte di umanità indigente e priva di voce i cui diritti al cibo, all’acqua, a un alloggio adeguato e alla salute possono essere maggiormente compromessi dai cambiamenti climatici.

Pubblicato il 30/10/2009
da Virginia

600 km: questa la distanza che Sathyu, Rachna, Safreen, Amir, Sanjay, Becky e Liz devono percorrere prima di raggiungere Parma, la prima tappa italiana del Bhopal Bus Tour.

Il bus domani lascerà Monaco, in Germania, dove si trova dal 17 ottobre e dove ha toccato 11 città. Dopo la tappa italiana, il 7 novembre ripartirà alla volta di Amsterdam prima e di Svezia, Danimarca, Belgio poi, fino ad arrivare il 2 dicembre del 1984, giorno del 25° anniversario del disastro, a Londra.

Ma cosa succederà in Italia?

Pubblicato il 29/10/2009
da Virginia

Perché non chiedere a chi da tempo si batte per la giustizia a Bhopal come mai la Union Carbide prima e la Dow Chemical Company poi, ancora non sono state chiamate a rispondere del loro operato? Perché non chiedere a chi a Bhopal ci è tornato dopo aver collaborato per la Dow, cosa si prova a lavorare per una compagnia che guarda solo al profitto? Come si sono svolte le marce di 800 km da Bhopal a Delhi? E come erano gli orfanotrofi destinati ai sopravvissuti? Come lavora la clinica Sambhavna?

Queste e altre le domande che potremmo fare a Sathyu, Rachna, Safreen, Amir e Sanjay.
Scopri come…

Pubblicato il 28/10/2009
da Virginia

Sathyu Sarangi, Rachna Dhingra, Safreen e Amir Khan, Sanjay Verma, Becky Moss e Liz Campbell: queste le sette persone che compongono la delegazione del Bhopal bus tour e che dal 2 al 6 novembre faranno tappa in Italia.

Sathyu ha 55 anni e dal disastro si è sempre attivato, fondando, tra l’altro, il Gruppo d’informazione e azione su Bhopal, partecipando nel 1989 al tour della campagna per Bhopal in Usa, Regno Unito, Irlanda e Olanda. È amministratore della clinica Sambhavna, l’unica a fornire cure mediche gratuite ai sopravvissuti al disastro. Ha scritto diversi libri e partecipato a numerosissime conferenze.

Insieme a Sathyu, ci sono i fratelli Khan…

Pubblicato il 26/10/2009
da Virginia

Amnesty International, International Campaign for Justice in Bhopal, Bhopal Medical Appeal e Greenpeace: quattro organizzazioni, un unico bus! Dal 2 al 6 novembre arriverà in Italia il Bhopal bus Tour, una delegazione di sopravvissuti al disastro, che sta girando l’Europa.

Di noi già sapete tutto: sapete che mai saremmo rimasti indifferenti a una simile tragedia, che non potevano non pretendere giustizia per chi, da 25 anni, lotta per la bonifica di Bhopal, il risarcimento delle vittime e l’accertamento delle responsabilità.

Andiamo a conoscere le organizzazioni che saranno con noi sul bus!

Pubblicato il 15/10/2009
da Virginia

Lo scioglimento dei ghiacciai e della calotta polare, le inondazioni, l'innalzamento del livello del mare, l’aumento della frequenza di ondate di calore e il caldo estremo, la scarsità delle risorse idriche e l’aumento delle zone colpite dalla siccità, in altre parole i cambiamenti climatici, potrebbero diventare in un futuro, che sembra sempre più prossimo, una delle maggiori minacce alla piena realizzazione dei diritti umani. L’impatto dei cambiamenti climatici sui diritti umani, in particolar modo su quelli delle persone che vivono in povertà, può essere devastante: una grave siccità e la diminuzione dei raccolti nelle regioni più povere del mondo affamano già milioni di persone e le tempeste tropicali causano, ogni anno, centinaia di migliaia di morti e milioni di sfollati.

Le risposte dei governi alle minacce del cambiamento climatico devono garantire che i diritti umani siano protetti. Finora poco è stato fatto e oggi abbiamo l’occasione di far sentire la nostra voce!