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"A 964 persone piace questo elemento... e a te?"

Insediamenti abitativi precari

Pubblicato il 16/01/2013
da Alberto_

RespectMyRights.org è una nuova piattaforma digitale rivolta a ragazze e ragazzi di tutto il mondo per approfondire il legame tra povertà e diritti umani, condividere le loro idee e attivarsi insieme ad Amnesty International all’interno della campagna “Io pretendo dignità”.

respectmyrights.org

Pubblicato il 14/01/2013
da Fernando Chironda

Pubblicato il 11/01/2013
da Virginia

200.000 morti; 2,3 milioni di persone senza casa; 105.000 case distrutte e 208.164 gravemente danneggiate. Questo il bilancio del gravissimo terremoto che, il 12 gennaio 2010, distrusse Haiti.
Tre anni dopo, i dati sono allarmanti.

Alla fine di ottobre scorso, 90.415 famiglie, ossia 357.785 persone vivevano ancora in 496 campi. Molte di loro non hanno accesso all'acqua, ai servizi igienici e ai sistemi di raccolta dei rifiuti, con conseguente diffusione di malattie infettive, come il colera. Le donne e le ragazze, che costituiscono il 52 per cento degli abitanti nei campi per sfollati, rischiano stupri e altre forme di violenza sessuale.

Pubblicato il 20/12/2012
da Laura R.

Durante il nostro incontro con l’Ambasciatrice dello Zimbabwe, Mary Sibusisiwe Mubi, per consegnarle le oltre 10.000 firme raccolte per chiedere un’istruzione primaria aperta, obbligatoria e senza discriminazione per tutti i bambini, l’Ambasciatrice ha messo a disposizione alcuni dati generali sull’istruzione nel suo paese. 

Pubblicato il 20/11/2012
da Laura R.

La mattina del 20 novembre, in occasione della Giornata internazionale dei diritti dei minori, una delegazione di Amnesty International ha consegnato all’ambasciata dello Zimbabwe le 10.753 firme raccolte per il diritto all’istruzione di bambine e bambini nel paese africano.

Durante l’incontro, abbiamo sottolineato le nostre preoccupazioni per l’impatto che gli sgomberi forzati hanno sul diritto all’istruzione, in particolare gli sgomberi forzati di massa eseguiti dal governo nel 2005, la cosiddetta Operazione Murambatsvina, che causarono l’interruzione del percorso scolastico di 222.000 minori tra i cinque e i 18 anni.

Pubblicato il 12/11/2012
da Virginia

 

L’istruzione è la vita. Senza di questa non sei nessuno”.

Clever ha 24 anni. Sette anni fa andava a scuola, era tra i primi della sua classe. Allo stesso tempo lavorava, pescava e vendeva il pesce per pagarsi la scuola e mantenere i suoi quattro fratelli.

Questa era la sua vita fino al 18 maggio del 2005, quando il governo dello Zimbabwe dette inizio al programma di sgomberi forzati di massa, la cosiddetta “Operazione Murambatsvina”.

Insieme alle case e alle scuole, andarono distrutte tutte le aspettative di Clever. Lui e la sua famiglia hanno perso l'abitazione, hanno visto distruggere i mezzi di sussistenza e, di conseguenza, chi andava a scuola come Clever, o chi tra loro di lì a poco avrebbe dovuto iniziarla, perse la reale opportunità per uscire dalla povertà: avere un’istruzione!

Pubblicato il 22/10/2012
da Virginia

“Lasciati indietro”: questo il titolo di un rapporto pubblicato qualche tempo fa sul diritto all’istruzione in Zimbabwe e del sito che abbiamo lanciato venerdì.
Un titolo che sintetizza bene la difficile situazione di tantissimi minori dello Zimbabwe il cui diritto all’istruzione è stato compromesso da sgomberi forzati di massa.

Pubblicato il 16/10/2012
da Laura R.

Il 17 ottobre, in occasione della Giornata mondiale contro la povertà, Amnesty International e la Cooperativa CivicoZero, finanziata da Save the Children Italia, organizzano a Roma una serata dedicata al diritto all’alloggio in Italia e nel mondo.

CivicoZero è un centro diurno per minori stranieri arrivati in Italia e che sono a rischio di marginalità sociale, devianza e sfruttamento. Molti di loro sono stati costretti a lasciare le proprie abitazioni d’origine e costretti quindi a rimettere in discussione la loro idea di casa.

Pubblicato il 05/10/2012
da Laura R.

Ad aprile, in occasione della settimana d’azione contro gli sgomberi forzati in Africa, avevamo lanciato una raccolta firme mondiale per chiedere ai governi africani la fine degli sgomberi forzati e il rispetto dei diritti delle persone che vivono negli slum.

In soli cinque mesi (da marzo ad agosto) abbiamo raccolto quasi 50.000 firme, la metà delle quali provengono dall’Africa e oltre 4000 dall’Italia! E non è tutto! Insieme alla raccolta di firme, avevamo lanciato anche la fotopetizione “People live here” - portata al Giffoni Film Festival - partecipando così alla raccolta internazionale che ha visto oltre un quarto delle nazioni del mondo essere rappresentate nella fotopetizione.

Pubblicato il 03/10/2012
da Virginia

Nella penultima slide di questo video leggete “Jeremiah e Ferid sono a rischio di sgombero forzato. Tutti e due sognano una casa come tutte le altre persone” ; l’abbiamo scritta il 6 settembre, quando sulle 250 persone rom rimaste nel campo di Tor de’ Cenci incombeva un’ordinanza di chiusura per motivi di igiene e salute, emessa il 31 luglio dal sindaco di Roma Gianni Alemanno.

Il 26 settembre, il Tar del Lazio ha respinto il ricorso presentato da queste persone  contro l’ordinanza.  Le autorità municipali di Roma non aspettavano altro e due giorni dopo il campo di Tor de’ Cenci è stato sgomberato. Non solo sono stati violati gli standard internazionali in materia di sgomberi, ma è stato anche impedito di ricorrere in appello contro la sentenza, perché nel frattempo l’oggetto della sentenza, il campo di Tor de’ Cenci, non c’era più.