Ultimi aggiornamenti...

"A 434 persone piace questo elemento... e a te?"

Insediamenti abitativi precari

Pubblicato il 30/08/2010
da Virginia

Alle 00:30 del 25 agosto, dei poliziotti, alcuni armati e accompagnati da cani, hanno fatto incursione nell’insediamento informale di Gunhill, nella periferia di Harare. Dopo aver sgomberato 250 persone, hanno dato fuoco alle loro abitazioni.

A seguito dello sgombero, avvenuto senza alcun preavviso, 55 persone, compresi cinque bambini, sono state condotte in una stazione di polizia ad Harare, dove non è stato permesso loro di accedere agli avvocati. A questi ultimi non è stato notificato il motivo della detenzione, conclusasi il giorno successivo quando sono stati rilasciati senza alcuna accusa.

Pubblicato il 09/08/2010
da Laura R.

E’ iniziato venerdì 6 agosto, a Torino, il tour 360° degli U2. Un tour speciale perché c’eravamo anche noi! E ci saremo ancora in tutti gli altri 21 concerti previsti fino all’8 ottobre in Italia, Germania, Danimarca, Finlandia, Russia, Austria, Grecia, Turchia, Svizzera, Francia, Belgio, Spagna e Portogallo.

             Foto di gruppo

Pubblicato il 03/08/2010
da Virginia

Le autorità agiscono come se fosse colpa nostra se viviamo nei campi, come se lo avessimo scelto. Quale alternativa abbiamo? Se sei rom non hai molta scelta”.

Il 30 luglio scorso, nostri ricercatori hanno visitato l’insediamento informale di Vidikovac, Belgrado. Dall’inizio di luglio, le autorità minacciano di sgomberare forzatamente le 70 famiglie rom che col tempo si sono stabilite qui. Secondo le autorità le case vanno demolite perché mancano dei servizi igienico-sanitari, ma non hanno specificato alcun piano di riallocazione né chiarito come tutelare i loro diritti umani.

Pubblicato il 29/07/2010
da Samanta

Un agente immobiliare mostra un’abitazione ad una giovane coppia in cerca di casa…

Pubblicato il 22/07/2010
da Virginia

Non si fermano le demolizioni di case di palestinesi in Cisgiordania. Anzi sembra essere intensificata. Così dopo la notifica di ordinanze di demolizione per due famiglie del villaggio di 'Ein al-Hilwe, il 24 giugno, e tre giorni dopo ad altre 15, è stata la volta di due villaggi della valle del Giordano, finora mai colpiti da demolizioni.

Pubblicato il 21/07/2010
da Virginia

Da lunedì 10 luglio, quando i bulldozer del Consiglio cittadino di Nairobi hanno distrutto circa 470 bancarelle e 100 abitazioni a Kibete Nitd, nell’insediamento sono in corso proteste contro questo sgombero forzato di massa. Durante una di queste proteste, quella di lunedì 19 luglio, un uomo di 74 anni Jackson Maina Kihato è stato ucciso da un poliziotto.
 

Pubblicato il 20/07/2010
da Virginia

Rimanere senzatetto, non avere un posto dove dormire e più in generale vivere, non poter più mandare i bambini a scuola; questo hanno provato i residenti di Kabete Nitd (Kenya) sgomberati sabato scorso, e queste sono le paure di chi teme di essere sgomberato forzatamente, come gli abitanti dell’insediamento di Craica, a Baia Mare in Romania.

Pubblicato il 16/07/2010
da Virginia

Poco prima della mezzanotte del 10 luglio, i bulldozer inviati dal Consiglio cittadino di Nairobi, la capitale del Kenia,  hanno distrutto circa 470 bancarelle e 100 case. Questo sgombero ha colpito circa 1000 residenti e commercianti dell’insediamento di Kabete Nitd.

Senza una casa, senza un mezzo di sostentamento, molti di loro dormono in strada. Quelle che vi proponiamo sono alcune delle testimonianze che Amnesty è riuscita a raccogliere.

Pubblicato il 13/07/2010
da Virginia

Oltre la metà della popolazione di Nairobi vive nei cosiddetti insediamenti abitativi precari e informali, in abitazioni inadeguate, con scarso accesso ad acqua pulita, servizi igienici, cure mediche, scuole e altri servizi pubblici essenziali...

Pubblicato il 07/07/2010
da Virginia

Discriminazione, mancanza di scuole, ospedali, acqua potabile, servizi igienici e fognari. E ancora, rischio di sgomberi forzati, violenza delle bande e della polizia: le persone che vivono nei cosiddetti insediamenti abitativi precari vedono costantemente violati i loro diritti.

Questo vale in particolare per le donne e ragazze di Kibera, Korogocho, Mikuru Kwa Njenga e Deep Sea, alcuni degli insediamenti più grandi di Nairobi. Oltre a essere esposte all’ovvia privazione di risorse e beni materiali, costrette a convivere con un elevato livello di insicurezza dovuto alla costante minaccia di violenze da parte della polizia e di bande criminali e col rischio di essere sgomberate forzatamente con poco o nessuno preavviso, devono fare i conti anche col buio.