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Donne

Pubblicato il 09/08/2010
da Laura R.

E’ iniziato venerdì 6 agosto, a Torino, il tour 360° degli U2. Un tour speciale perché c’eravamo anche noi! E ci saremo ancora in tutti gli altri 21 concerti previsti fino all’8 ottobre in Italia, Germania, Danimarca, Finlandia, Russia, Austria, Grecia, Turchia, Svizzera, Francia, Belgio, Spagna e Portogallo.

             Foto di gruppo

Pubblicato il 13/07/2010
da Virginia

Oltre la metà della popolazione di Nairobi vive nei cosiddetti insediamenti abitativi precari e informali, in abitazioni inadeguate, con scarso accesso ad acqua pulita, servizi igienici, cure mediche, scuole e altri servizi pubblici essenziali...

Pubblicato il 12/07/2010
da Virginia

Attualmente in Indonesia circa 2 milioni e 600mila lavoratori domestici sono privi della tutela legale garantita dalla Legge 2003 sul lavoro. Questo significa che a 2 milioni e 600mila persone, molte delle quali donne e ragazze, non sono riconosciuti gli stessi diritti degli altri lavoratori né le stesse misure di protezione; per loro potrebbe non esistere ragionevoli limitazioni alla durata della giornata lavorativa e potrebbero non essere mai applicate le norme in materia di remunerazione, riposo e ferie.

Di conseguenza molte donne e ragazze lavoratrici domestiche vivono e lavorano in condizioni di sfruttamento economico, povertà e subiscono discriminazione di genere. Spesso sono vittime di violenza fisica, psicologica e sessuale sul posto di lavoro. A molte di loro sono negati i diritti sessuali e riproduttivi, perché non possono accedere ai servizi e alle informazioni sulla pianificazione familiare, sui contraccettivi e sulla prevenzione dell’Hiv/Aids e altre infezioni sessualmente trasmissibili.

Pubblicato il 07/07/2010
da Virginia

Discriminazione, mancanza di scuole, ospedali, acqua potabile, servizi igienici e fognari. E ancora, rischio di sgomberi forzati, violenza delle bande e della polizia: le persone che vivono nei cosiddetti insediamenti abitativi precari vedono costantemente violati i loro diritti.

Questo vale in particolare per le donne e ragazze di Kibera, Korogocho, Mikuru Kwa Njenga e Deep Sea, alcuni degli insediamenti più grandi di Nairobi. Oltre a essere esposte all’ovvia privazione di risorse e beni materiali, costrette a convivere con un elevato livello di insicurezza dovuto alla costante minaccia di violenze da parte della polizia e di bande criminali e col rischio di essere sgomberate forzatamente con poco o nessuno preavviso, devono fare i conti anche col buio.

Pubblicato il 06/07/2010
da Virginia
in Donne, News

Nel settembre del 2009, gli stati riuniti nell’Assemblea generale dell’Onu votarono una risoluzione per la creazione di una forte agenzia dell’Onu che si occupasse di sradicare la discriminazione di genere. Per raggiungere questo scopo, l’organismo avrebbe dovuto lavorare con le risorse, il personale e le autorità necessarie: questa la richiesta che insieme abbiamo rivolto al presidente dell’Assemblea generale dell’Onu.

E questa richiesta ha ottenuto un'importante risposta. Il 30 giugno, infatti l’Assemblea generale dell’Onu ha istituito questa nuova agenzia, Un Women. Operativa dal 2 luglio, Un Women ha raggruppato quattro istituti dell’Onu: il Fondo di sviluppo delle Nazioni Unite per le donne (Unifem), la Divisione per l’avanzamento delle donne (Daw), Istituto internazionale di ricerca e formazione per l’avanzamento delle donne (Instraw) e Ufficio del consigliere speciale sulle tematiche di genere e l'avanzamento delle donne (Osagi).

Pubblicato il 01/07/2010
da Daniele Caucci

Completiamo la presentazione del nostro tridente d’attacco tutto al femminile con Wilter Nyabate, del Kenya. Wilter è madre di due bambini ed è l’unica persona che lavora in famiglia. Nonostante questo non smette di “correre” per segnare il suo goal.

Vive a Kibera, uno degli insediamenti abitativi precari più grandi del paese, sotto la costante minaccia di sgomberi forzati. Per lei la miglior difesa è l’attacco, non subisce passivamente le offensive avversarie ma lotta tutti i giorni per denunciare le terribili condizioni in cui vivono gli abitanti della sua comunità, chiedendo alle autorità un’aperta consultazione delle popolazioni colpite dagli sgomberi nei progetti di miglioramento degli insediamenti abitativi precari.

Pubblicato il 30/06/2010
da Laura R.

Dal 19 al 27 luglio, a Kampala in Uganda si svolgerà il 15° Summit dell’Unione africana.

L’Unione africana sembra abbia deciso di affrontare seriamente il problema della salute materna nel continente. Il Summit è infatti dedicato a questo fenomeno che ancora oggi uccide migliaia di donne, in particolar modo quelle povere, quelle che vivono ai margini della società.

In Africa, così come in altre parti del mondo, a queste donne viene negato l'accesso alle cure mediche, vengono sottoposte a mutilazioni genitali femminili e costrette a matrimoni precoci e non hanno il diritto di decidere se e quando avere figli. E proprio i diritti violati e negati delle donne causano la loro morte durante la gravidanza e il parto.
 

Pubblicato il 22/06/2010
da Daniele Caucci

L’11 giugno 2010 in Sudafrica hanno avuto inizio i Mondiali di calcio. Sono anni che i giocatori di tutte le nazionalità si sfidano in ogni parte del globo per poter arrivare a competere per la Coppa del Mondo. Per molti di loro è un sogno, per molti di noi la coppa è un obiettivo irraggiungibile, che vedremo vincere alla nostra nazionale forse una sola volta nella vita. Però continuiamo a tifare.

C’è un'altra squadra che da molto più tempo lavora per raggiungere il suo ambito trofeo: uguaglianza, dignità e giustizia per tutti. Anche questo sembra un traguardo irraggiungibile, anche per questo si giocano “partite” nei campi di tutto il mondo da moltissimi anni, e anche questa squadra ha bisogno del tuo tifo!

Pubblicato il 09/06/2010
da Virginia

Otto obiettivi da raggiungere entro il 2015 per sradicare la povertà: con questa solenne promessa, 10 anni fa, gli stati riuniti nell’Assemblea generale dell’Onu si sono impegnati a garantire un futuro più equo alle persone più povere ed escluse del pianeta.

Eppure, sono proprio questi gruppi più deboli che rischiano di essere tagliati fuori dalle azioni per il raggiungimento degli Obiettivi di sviluppo del millennio (Osm). Questo perché gli Osm non prendono in considerazione le violazioni dei diritti umani che causano e perpetuano la povertà e impegnano gli stati a un livello addirittura inferiore rispetto agli obblighi derivanti dal diritto internazionale.

Pubblicato il 25/05/2010
da Laura R.

Se sei tra coloro che hanno firmato l’appello contro la mortalità materna negli Stati Uniti, abbiamo una buona notizia per te!

Il 6 maggio scorso, la tua firma, insieme a quella di altre 50.000 persone in tutto il mondo, è stata consegnata al dipartimento della Salute degli Stati Uniti, a Washington, dai nostri colleghi della sezione statunitense e da esponenti di associazioni e Ong che si occupano di salute materna. La petizione internazionale chiedeva la creazione di un Ufficio sulla salute materna per assicurare cure mediche e servizi sanitari adeguati a tutte le donne nel paese, comprese quelle più povere.