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"A 971 persone piace questo elemento... e a te?"

Azioni

Pubblicato il 25/11/2009
da Virginia

Perché più di due terzi delle persone povere sono donne, sebbene queste rappresentino solo la metà della popolazione mondiale?

Perché le donne posseggono solo l’1 per cento della terra, anche se producono dal 60 all’80 per cento del cibo dei paesi in via di sviluppo?

Perché tre quarti degli analfabeti adulti del mondo sono donne?

C’è una comune risposta a tutte queste domande: la discriminazione di cui le donne sono vittime. In molti paesi, le donne non hanno lo stesso accesso alle risorse, ai mezzi di produzione come la terra, il credito e i diritti di eredità, né ricevono gli stessi stipendi degli uomini; la maggior parte del loro lavoro, che spesso è informale, non è retribuito. Contemporaneamente sono ancora le principali responsabili della cura della famiglia e della casa.
La discriminazione va di pari passo con povertà e violenza.

Pubblicato il 12/11/2009
da Virginia

All’alba di ieri, mercoledì 11 novembre, circa 150 agenti di polizia hanno sgomberato il campo “Casilino 700” di via Centocelle, a Roma, nel quale vivevano circa 400 persone rom. La maggiore parte di loro, circa 100 famiglie, ha cercato rifugio in un’ex fabbrica della Heineken da cui, secondo quanto riportato dai mezzi d’informazione, sarebbe in corso un ulteriore sgombero che probabilmente costringerà queste persone a vivere in dure condizioni in un altro campo improvvisato o all'aperto.

Tutti gli accampamenti della comunità sono stati distrutti e circa 20 persone sono state arrestate, nonostante non si sappia di cosa siano accusati. Secondo quanto riferito da organizzazioni non governative locali, la comunità non ha ricevuto alcuna notifica dello sgombero forzato né è stata consultata e il Comune di Roma ha offerto rifugi per brevi periodi solo ad alcune donne e ai bambini piccoli.

Pubblicato il 06/11/2009
da Laura R.

Roma, 6 novembre

Questa mattina, insieme al Bhopal bus e a Sathyu, Sanjayi, Safreen, Rachna, Becky e Liz abbiamo raggiunto via XX Settembre, dove ci aspettavano le attiviste e gli attivisti nostri e di Greenpeace per un’azione dimostrativa di fronte all’Ambasciata dell’India.

Pioveva, ma eravamo entusiasti all’idea di partecipare a un’altra importante azione, dopo quella della Dow di martedì a Milano. Srotolati striscioni e bandiere, alcuni di noi si sono sdraiati a terra al centro della strada e con dei gessi abbiamo disegnato le sagome dei nostri corpi, con l’obiettivo di ricordare alle autorità indiane le migliaia di corpi che il 3 dicembre 1984 giacevano senza vita nelle strade di Bhopal.

Alle 11.30 un funzionario dell’Ambasciata è sceso in strada e Safreen…

Pubblicato il 03/11/2009
da Laura R.

Milano, ore 9.00, uffici amministrativi Dow Chemical Italia.

Questa mattina, ci siamo svegliati all'alba per prepararci a un'azione dimostrativa di fronte agli uffici della Dow Chemical a Milano.

Dopo aver raggiunto, insieme agli amici di Bhopal, gli altri attivisti di Amnesty e Greenpeace nel luogo stabilito, abbiamo indossato delle tute bianche e, presi secchi, stracci e spazzoloni ci siamo diretti di fronte ai cancelli della sede Dow per un 'clean-up'. L'obiettivo è stato quello di ricordare all'azienda che la popolazione di Bhopal attende ancora la bonifica della zona circostante la fabbrica.

 

Alcune foto realizzate durante l'azione:
 

Pubblicato il 02/11/2009
da Laura R.

Siamo partiti questa mattina all'alba da Roma, in direzione di Parma, per raggiungere le attiviste e gli attivisti di Bhopal. A bordo del furgone di Amnesty International siamo in cinque: Samanta, Laura P. e Fabio (Ufficio Attivismo), Alberto (Ufficio Educazione e Formazione) e io. Siamo entusiasti all'idea di incontrare Sathyu, Sanjay, Safreen, Rachna, Becky e Liz e iniziare con loro questo tour che riporta sotto i riflettori dell'opinione pubblica italiana un disastro ancora tragicamente attuale.

Alle 12.30 finalmente...

Pubblicato il 02/11/2009
da Virginia

Parma, ore 13.30, Piazza Giuseppe Garibaldi.

Il pullman arriva a Parma

Al via il tour italiano del Bhopal bus...

Pubblicato il 27/10/2009
da Virginia

L’acqua è vita. Senza acqua non possiamo vivere, né noi, né i nostri animali né le piante. Prima avevamo dell’acqua ma da quando l’esercito ha distrutto ogni cosa, dobbiamo portarla da lontano e questo è molto difficile e dispendioso. Ci complicano la vita”.

Fatima al Nawajah, vive del villaggio di Susya, dove cisterne di acqua e decine di abitazioni sono state demolite dall’esercito israeliano nel 1999 e nel 2001.

Quanto accaduto a Susya non è un caso isolato. In un rapporto pubblicato oggi, abbiamo denunciato come le politiche discriminatorie messe in atto da Israele limitino l’accesso all’acqua e impediscano lo sviluppo di infrastrutture idriche nei Territori palestinesi occupati.

Pubblicato il 23/10/2009
da Virginia

Vi ricordate della nostra missione in Sierra Leone? O meglio vi ricordate del caravan che, dal 22 settembre al 7 ottobre, ci ha portati in città e villaggi del paese? Sicuramente non avrete dimenticato che con noi ha viaggiato anche l’appello rivolto al governo della Sierra Leone per porre fine alla mortalità materna. Ebbene quell’appello dopo essere passato da Freetown, aver fatto un breve visita a Makeni, essere arrivato al villaggio di Kamambai, aver superato le montagne di Kabala, aver toccato Kenema, Bo e Waterloo, ha finalmente raggiunto un grandissimo obiettivo: 30.000 firme!

Pubblicato il 22/10/2009
da Virginia

È stato un fine settimana di violenza quello del 17 e 18 ottobre nelle favelas Joao e Jacazerino, a nord di Rio de Janeiro. Scontri tra la polizia e le bande di narcotrafficanti hanno causato la morte di 17 persone, di cui due agenti di polizia e almeno 10 riconducibili a organizzazioni criminali. Secondo fonti ufficiali, sarebbero stati almeno 4000 gli agenti schierati per le strade della città.
Ma cosa è successo a chi a Joao e Jacazerino ci vive?

Pubblicato il 21/10/2009
da Virginia

Lunedì 12 ottobre circa 40 soldati pesantemente armati e agenti di polizia sono arrivati a Bundu, lungo la zona litoranea di Port Harcourt, la capitale dello stato di Rivers in Nigeria, con l’obiettivo di effettuare delle verifiche su dei palazzi destinati a essere demoliti. Al tentativo di diverse persone del posto, compresi donne e bambini, di bloccare l’ingresso, due veicoli blindati sono passati in mezzo alla folla e hanno aperto il fuoco.
Con conseguenze ovviamente tragiche: