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Firma contro il Piano nomadi
2 giorni 15 ore fa
da Virginia,
in News, Rom, Azioni

"Scuola speciale è la scuola zingara".

Questa la risposta di una bambina rom di 12 anni quando le è stato chiesto cosa significasse per lei “scuola speciale”. In questa associazione così netta è racchiuso il senso della discriminazione di cui i rom in Slovacchia sono vittime già da bambini.

In questo paese, i bambini e le bambine rom vengono regolarmente inseriti in classi e scuole per alunni con “lieve disabilità mentali”, ma non perché necessitino di un sostegno o di un’assistenza speciali ma solo perché sono rom e, in quanto tali, di fatto discriminati. Se non vengono mandati in queste scuole, allora si creano alcune ad hoc oppure si individuano classi separate all’interno delle scuole principali. I numeri di questa discriminazione sono allarmanti.

3 giorni 17 ore fa
da Virginia,

Lo avevamo detto: la sentenza emessa lo scorso giugno per la fuga di gas a Bhopal è arrivata troppo tardi ed è stata troppo indulgente!

Il tribunale di Bhopal ha infatti condannato a soli due anni di carcere sette funzionari indiani della Union Carbide, dal cui stabilimento di Bhopal fuoriuscirono nel 1984 tonnellate di sostanze velenose che hanno ucciso circa 25.000 persone.

5 giorni 18 ore fa
da Virginia,

Alle 00:30 del 25 agosto, dei poliziotti, alcuni armati e accompagnati da cani, hanno fatto incursione nell’insediamento informale di Gunhill, nella periferia di Harare. Dopo aver sgomberato 250 persone, hanno dato fuoco alle loro abitazioni.

A seguito dello sgombero, avvenuto senza alcun preavviso, 55 persone, compresi cinque bambini, sono state condotte in una stazione di polizia ad Harare, dove non è stato permesso loro di accedere agli avvocati. A questi ultimi non è stato notificato il motivo della detenzione, conclusasi il giorno successivo quando sono stati rilasciati senza alcuna accusa.

1 settimana 1 giorno fa
da Virginia,

Secondo i dati resi pubblici da un funzionario del Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo (Unep) sulle fuoriuscite di petrolio nello stato nigeriano dell’Ogoniland, queste dipenderebbero al 90 per cento da sabotaggio e attività criminali e solo per il 10 per cento da difetti degli impianti e negligenza  delle compagnie petrolifere, tra cui la Shell.

Da anni le organizzazioni ambientaliste e le comunità locali contestano questi dati. E anche Amnesty International ritiene che manchino di credibilità, in quanto la fonte sono le agenzie statali nigeriane che, nel corso delle inchieste sulle perdite di petrolio, vengono fortemente condizionate dalle compagnie.

1 settimana 2 giorni fa
da Virginia,
in News, Rom

Discriminazione, espulsioni, dichiarazioni stigmatizzanti di rom e girovaghi: questa è stata la risposta del governo francese a un problema di ordine pubblico, presentatosi a Saint-Aignan, valle della Loira, oltre un mese fa quando l’area era stata teatro di violente proteste innescate dall’uccisione da parte della polizia di un giovane girovago che sedeva al posto accanto al conducente di una macchina che, secondo quanto riportato, non si sarebbe fermata a un posto di blocco.

1 settimana 3 giorni fa
da Virginia,

Dopo anni di lotta e di contestazioni, dopo numerose ispezioni da parte di commissioni governative, la voce dei dongria kondh e delle comunità native che vivono sulle colline di Niyamgiri è finalmente arrivata fino a Delhi e ha raggiunto il suo obiettivo: la miniera di bauxite, progetto proposto dalla Orissa Mining Corporation (di proprietà statale) e da una sussidiaria della britannica Vedanta Resources, la Sterlite Industries India, non si farà!

Con una storica decisione, adottata ieri 24 agosto, il Ministero dell’Ambiente e delle Foreste ha bocciato il progetto in quanto non rispetta le leggi che tutelano l'ambiente e la foresta e, qualora fosse stato attuato, avrebbe violato i diritti dei dongria kondh e di altre comunità che vivono sulle colline di Niyamgiri.

1 settimana 5 giorni fa
da Giulio,

Nessuna salute per le mamme senza i diritti per le donneMigliorare la salute materna, riducendo di un terzo la mortalità materna e garantendo l'accesso universale alla salute riproduttiva. Stabilendo l'Obiettivo n. 5 (Osm), gli stati hanno risposto alla necessità di porre fine a quella tragedia evitabile che è la mortalità materna che uccide 350 mila donne ogni anno.

Il 90% di queste morti colpisce donne dei paesi in via di sviluppo. Le complicazioni relative a gravidanza e parto causano, ogni anno, danni e disabilità permanenti per 10-15 milioni di donne e sono la principale causa di morte per le ragazze tra i 15 e i 19 anni nei paesi in via di sviluppo. Ogni anno vengono praticati circa 5 milioni di aborti insicuri; il 25 per cento su ragazze tra i 15 e i 19 anni.