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"A 1020 persone piace questo elemento... e a te?"

40 settimane 3 giorni fa
da Laura R.,

Il 24 maggio Amnesty International Italia ha organizzato un incontro di lobby molto speciale tra le classi Amnesty Kids della scuola primaria “Mattei” di Matelica (MC) e l’Ambasciatrice dello Zimbabwe, Mary Mubi, per presentarle le preoccupazioni sulle difficoltà dei loro coetanei nell’accesso all’istruzione, in particolare negli insediamenti abitativi informali alla periferia di Harare.

1 anno 11 ore fa
da Fernando Chironda,
in News, Rom

 Il 13 marzo a Roma si è tenuto il  convengo “Il ruolo delle donne rom nalla tutela dei diritti umani in tempi di crisi economica”. Insieme a quattro attiviste per i diritti dei rom, da Italia, Romania e Spagna, abbiamo parlato delle problematiche che le donne rom affrontano in Europa, in particolare in questi tre paesi.

Vorremo condividere con voi il pensiero che una di queste attiviste, Beatriz Carrillo, dalla Spagna, ha voluto lasciarci:

1 anno 3 settimane fa
da Fernando Chironda,
in News, Rom

 Mercoledì 13 marzo dalle ore 10, si terrà a Roma, presso la Sala delle Bandiere, Via IV Novembre, 149 – Roma ufficio del Parlamento europeo, il convegno “Il ruolo delle donne rom nella tutela dei diritti umani in tempi di crisi” organizzato da Amnesty International Italia in collaborazione con l’Ufficio d’Informazione del Parlamento europeo in Italia.

Il convegno si inserisce nell’ambito della settimana “l’Europa è per le donne” promossa dall’Ufficio del Parlamento europeo in Italia in occasione delle celebrazioni per la giornata internazionale delle donne, che quest’anno è dedicata al tema "L' impatto della crisi economica sulla parità di genere ed i diritti delle donne".
 

1 anno 3 settimane fa
da Laura R.,
 
Dopo che la Corte interamericana dei diritti umani ha stabilito, il 25 luglio 2012, la responsabilità dell'Ecuador per aver violato il diritto della comunità sarayaku a essere consultata, questi hanno avviato una nuova campagna affinché il governo attui la sentenza in modo completo e tempestivo.
 
Tra le azioni da intraprendere c’è anche quella più urgente di rimuovere le 1,4 tonnellate di esplosivo sepolte nel sottosuolo. La battaglia che queste 1200 persone portano avanti da oltre 10 anni sfidando il potere del governo e quello di una compagnia petrolifera argentina, è fondamentale per salvare le loro tradizioni e la foresta pluviale in cui abitano. 
1 anno 6 settimane fa
da Laura R.,
in News

La buona notizia è arrivata il 5 febbraio, quando l’Uruguay ha depositato la sua ratifica alle Nazioni Unite. Si tratta della decima, la più importante perché grazie a essa finalmente il Protocollo opzionale al Patto sui diritti economici, sociali e culturali entrerà in vigore!

Dopo Argentina, Bolivia, Bosnia-Erzegovina Ecuador, El Salvador, Mongolia, Portogallo, Slovacchia e Spagna, anche l’Uruguay dimostra il suo impegno per la realizzazione dei diritti economici, sociali e culturali dei propri cittadini.

1 anno 7 settimane fa
da Laura R.,
Si celebra oggi, 6 febbraio, la Giornata Leggi tutto...
1 anno 7 settimane fa
da Laura R.,

Il 30 gennaio un tribunale distrettuale olandese dell'Aia si è pronunciato sulla responsabilità della Royal Dutch Shell per l'inquinamento prodotto dalla sua sussidiaria la Shell Petroleum Development Company (SPDC) nel delta del fiume Niger, in Nigeria. La causa contro la Shell era stata intentata nell’ottobre dello scorso anno da quattro contadini nigeriani originari dell'Ogoniland, supportati dall'associazione ambientalista Friends of the Hearth International con l’accusa di aver inquinato campi coltivati e corsi d'acqua dei villaggi di Goi, Oruma e Ikot Ada Udo fra il 2004 e il 2007. 

Solo un ricorrente su quattro ha vinto e otterrà un risarcimento da parte dell’azienda. Una buona notizia perché per la prima volta nella storia, una vittima degli abusi della Shell in Nigeria è riuscita ad aggirare tutti gli ostacoli per avvicinarsi a qualcosa che somiglia alla giustizia. Eppure di strada ce n’è ancora tanta da fare, leggiamo una valutazione della sentenza – riportata integralmente - della nostra collega Audrey Gaughran, direttrice del Programma Africa di Amnesty International.